Palazzo Altieri, la storia della povera Betta e il saluto di Nannarella

Sono conosciute in tutto il mondo come «Nail Houses» o «Case chiodo»: sono le case che in Cina soprattutto resistono (o cercano di resistere) alla speculazione edilizia e all’avanzamento di un progresso che spesso cancella storia e tradizioni, in cambio di un po’ di denaro messo davanti alle sofferenze di persone spesso indigenti.

Ma c’è qualcuno che non cede, che mette la propria dignità e i ricordi della propria famiglia davanti a tutto e resiste, in mezzo ad una strada o a un cantiere, con la sua piccola porzione di mondo a fronteggiare come uno scoglio, l’oceano di cemento e asfalto, e magari con la fantasia sognare di volare via, portando con sé tutto il proprio passato.

Ma questa non è solo storia di oggi, a Roma infatti rimane memoria di una di queste case chiodo: quella di una povera donna, vedova di un ciabattino, che osò resistere alle offerte e alle pressioni di una ricca e nobile famiglia.

Nel 1650 la famiglia Altieri decise di erigere in piazza del Gesù, all’intersezione con via del Plebiscito, un palazzo che rappresentasse la nobiltà del proprio casato. I molti edifici preesistenti furono sacrificati per lasciar spazio alla nuova residenza signorile. Il principe non badò a spese, acquistò tutte le case che intralciavano il suo progetto e le fece abbattere. Tutte tranne una, quella di una vecchia signora, vedova di un calzolaio: lei era nata lì e lì sarebbe morta. Per risolvere la questione intervenne direttamente il Papa, Clemente X, appartenente alla stessa famiglia, il quale sancì che il nuovo palazzo sorgesse rispettando l’abitazione dell’anziana.

E dov’è ora questa casa? Proprio a fianco del portone principale, su via del Plebiscito: guardando attentamente, infatti, noteremo una porta e una finestra che per stile si distaccano dall’architettura del fabbricato. Quella era la povera abitazione di Betta che l’architetto Giovanni Antonio De Rossi inglobò nel palazzo e ancora oggi è memoria della vittoria di una povera donna contro il denaro e il potere di una nobile famiglia.

Ma palazzo Altieri ha ospitato anche un’altra anima verace di questa città: Nannarella. Anna Magnani, infatti, ha abitato proprio in uno degli appartamenti di questo palazzo e nella sua ultima apparizione cinematografica, nel film Roma, viene seguita proprio fino a casa da un insistente Federico Fellini, che Nannarella saluta con il suo inimitabile sorriso e la buonanotte.

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